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ECONOMIA E TERRITORIO

ECONOMIA COLLABORATIVA: LA COMMISSIONE EUROPEA SPINGE PER L'ARMONIZZAZIONE DELLE REGOLE NAZIONALI

 

di Massimo Bartoli

Nel gergo brussellese, disomogeneità normativa è sinonimo di rallentamento dello sviluppo del mercato interno. Ma anche di ostacolo alla crescita, all’innovazione ed alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo la Commissione Ue, per scongiurare un’Europa a macchie di leopardo, ha spesso indicato agli Stati membri la via per armonizzare le regole su imprese e servizi. Così è avvenuto lo scorso 2 giugno con l’Agenda sull’economia collaborativa, uno strumento di indirizzo, peraltro preannunciato nella strategia per il mercato unico, contenente specifici orientamenti per le autorità nazionali ed i vari stakeholder, con lo scopo di favorire uno sviluppo equilibrato del settore, prestando una speciale attenzione alle c .d. “piattaforme collaborative”.

Obiettivo numero uno: dipanare la zona grigia venutasi a creare a seguito dei vari interventi nazionali, fonte di incertezza sia per gli operatori tradizionali che per i nuovi prestatori di servizi ed i consumatori. Tra i temi trattati, le condizioni di accesso al mercato, ossia le licenze e le autorizzazioni all’esercizio di impresa, il regime delle responsabilità, della protezione dei consumatori, della tutela dei lavoratori e, infine, le questioni fiscali.

In linea generale, ciò che la Commissione raccomanda agli Stati membri, e su cui avverte di voler svolgere un’azione di monitoraggio e controllo, è, in primis, di vietare il meno possibile simili attività. Si chiede inoltre di non equiparare, in termini di costi, oneri e responsabilità, i prestatori occasionali di un servizio dai veri professionisti, distinguibili sia per il volume di attività svolte, sia per il carattere di “interesse generale” da queste incorporato. Similmente, non sarà possibile assimilare il mero intermediario, a metà strada tra l’offerente ed il consumatore, al prestatore reale dell’attività. Ciò non toglie che ogni servizio di carattere economico, che comporti un costo per il consumatore ed un impiego effettivo di personale, sarà soggetto alle regole Ue sulla concorrenza, sugli standard sociali minimi per il lavoro subordinato e sulla protezione dei consumatori. Similmente, in tali circostanze non ci si potrà sottrarre dalle imposte sul reddito delle persone fisiche, delle società e dall'imposta sul valore aggiunto.

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